Anche con la guerra le persone con disabilità sono tra le più colpite. La FISH chiede un incontro urgente al Ministro dello Sviluppo Economico.

L’aumento generale dei prezzi dell’energia e non solo, dovuto soprattutto alla situazione creatasi in Ucraina, rischia di mettere ulteriormente in ginocchio le persone con disabilità e le loro famiglie. È la denuncia della FISH che, attraverso il suo presidente, Vincenzo Falabella, chiede un incontro urgente al Ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti, e alla ministra per le Disabilità Stefani, al fine di rappresentare le problematiche che stanno affliggendo nelle ultime settimane, ancora una volta, le persone più fragili.

Già in situazioni normali, del resto, è un fatto ormai consolidato che la povertà e la disabilità siano spesso collegate, creando un circolo vizioso tra causa ed effetto cui non è facile sfuggire. Dopo due anni di pandemia, dunque, nei quali le persone con disabilità e le loro famiglie sono state tra le più colpite dalla crisi sanitaria e sociale, l’attuale impennata dei prezzi rischia di calare un’ulteriore mannaia sulla loro situazione. «Per questo – dichiara Falabella – riteniamo sia necessario un intervento urgente del Governo, per non replicare quanto è già avvenuto all’inizio della pandemia, determinando un ulteriore isolamento ed esclusione dalla società delle persone con disabilità e delle loro famiglie».

Esistono inoltre situazioni specifiche che anch’esse richiedono attenzione, come quelle riguardanti le persone con gravi patologie degenerative, che utilizzano quotidianamente apparecchiature elettromedicali salvavita, e che vengono pesantemente penalizzate dagli aumenti relativi all’energia elettrica. «È pur vero – sottolinea Falabella – che esistono già norme e provvedimenti i quali prevedono agevolazioni sulle forniture elettriche e anche su quelle del gas, ma la particolare situazione di emergenza attuale richiede senz’altro di prendere in considerazione ulteriori interventi».

«Intendiamo dunque rappresentare alle Istituzioni competenti – conclude il Presidente della FISH – tutte queste situazioni di gravi difficoltà, chiedendo che venga garantito il principio della solidarietà sociale, fondamento della nostra società».

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