Lavoro: cambiare rotta. Fare presto

Nel giorno della Festa dei Lavoratori, la FISH, Federazione Italiana Superamento Handicap, lancia l’allarme sulla situazione di esclusione che vivono tutte quelle persone con disabilità che cercano lavoro senza trovarlo o che disperatamente tentano di mantenerlo e, ancora, che subiscono trattamenti discriminatori nei loro impieghi quotidiani.

«Nel tempo in cui la precarietà e il conseguente rischio di espulsione dal mondo del lavoro per le persone con disabilità sono aumentati, come i dati dimostrano, riteniamo come FISH che sia sempre più essenziale il coinvolgimento degli enti di rappresentanza per modificare tale stato di cose, per far sì, dunque, che venga garantito il godimento pieno dei loro diritti, di lavoratori e di cittadini».                                      

Spiega il presidente della Federazione, Vincenzo Falabella: «occorre rafforzare gli incentivi alle assunzioni, rendendoli automatici, la definizione delle linee guida di funzionamento dei servizi del collocamento mirato che ad oggi non sono state ancora pubblicate e la creazione di una banca dati del collocamento mirato».

Molte delle azioni sopra elencate sono state realizzate con provvedimenti di carattere legislativo, a partire dal I e II Programma di Azione, che ancora richiedono, però, di essere pienamente applicate. Nelle diverse leggi di stabilità degli ultimi anni sono stati previsti incrementi per il Fondo per il diritto al lavoro delle persone con disabilità ed anche il D.Lgs n.151/2015 ha previsto modifiche volte a rilanciare lo “spirito” della legge 68/99. Oggi, però, lo scenario è profondamente cambiato.

Per questo, continua Falabella: «è sempre più urgente prevedere incentivi pubblici per permettere che nelle aziende di grandi dimensioni sia presente un’unità tecnica che si occupi, con progetti personalizzati, dei singoli lavoratori con disabilità; inoltre, è necessario, qui ed ora, valorizzare pienamente la presenza delle associazioni nel campo dell’intermediazione e del tutoraggio».                              

E poi conclude così, il presidente della FISH: «dunque, occorre riposizionare la vita delle persone con disabilità al centro degli interventi di sostegno, per renderli più inclusivi. Sarà questa la scommessa più grande. Perché non ci si può più limitare a tentare di trovare un punto di incontro amministrativo tra la domanda e l’offerta di lavoro. Bisogna intervenire, soprattutto, sul contesto, sulle dinamiche organizzative, sulla ripartizione dei compiti. L’inclusione, in questo senso, nasce dall’eliminazione delle barriere presenti nel contesto lavorativo, ma anche dal supporto concreto alla persona».