Saluzzo, padre uccide a bastonate il figlio disabile 40enne

10 Dicembre 2018

Sarebbe stato un raptus, dopo una lite per cause ancora da chiarire, ad aver spinto Luigi Cadorin, 72 anni ad uccidere il figlio disabile Luca, 42 anni. I due vivevano insieme nel loro appartamento di via Macallè, nel cuore di Saluzzo, in provincia di Cuneo insieme alla mamma Patrizia che, al momento del delitto non era in casa. Padre e figlio avrebbero litigato. Poi l’uomo avrebbe afferrato un corpo contundente, probabilmente un bastone, e avrebbe colpito ripetutamente il figlio. Uccidendolo. È stato lui stesso a dare l’allarme e ad avvisare le forze dell’ordine. I carabinieri stanno indagando su quanto accaduto.

Luca e il sogno della politica
Luca, 42 anni, era molto conosciuto a Saluzzo. Nato nel 1976 era rimasto disabile a causa di un’asfissia durante il parto. Aveva problemi a camminare, parlare, muoversi. Era riuscito a laurearsi in Scienze Politiche ma non aveva mai lavorato a causa della disabilità. Il suo sogno più grande era quello di candidarsi in politica tra le fila di Forza Italia. Per questo aveva aperto un profilo, seguito da più di 2 mila utenti, in cui aveva esposto il suo programma politico. A Saluzzo viveva con la mamma Patrizia e il padre Luigi, molto noti in città perché per anni avevano gestito un importante mobilificio. Qualche anno fa aveva perso il fratello Marco morto a Venezia a causa di una crisi respiratoria mentre si trovava ad un matrimonio di un amico. «Aveva un carattere difficile – racconta chi lo conosceva -. Era determinato e deciso».

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Categoria: Suicidi/Omicidi
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