Venduta dal padre: giustizia dopo 18 anni

30 novembre 2017

Per avere giustizia ha atteso diciotto anni. Disabile, oggi affidata a una comunità, quando era ancora minorenne (all’epoca andava alla scuola media) veniva «venduta» dai genitori a clienti molto anziani, amici e conoscenti della coppia. Anche i due nonni avevano abusato di lei. Decine e decine di incontri sessuali con uomini di cui la ragazza sapeva spesso dire solo un nome o una professione.

Morti o prescrizioni  
La giustizia è arrivata tardi e tra l’altro è stata parziale: va a punire solo un colpevole, il padre. Molti degli uomini che hanno avuto appuntamenti con la ragazzina, infatti, non sono mai stati identificati; altri se la sono cavata prima ancora dell’udienza preliminare, per prescrizione dei reati. La madre e altri due clienti, invece, sono morti nelle more di un processo partito tardi. Dei quattro condannati a Novara nel 2011, due sono stati assolti in Appello. E un terzo, una sorta di padre putativo cui la ragazza veniva affidata in più occasioni, è stato prosciolto in Cassazione per prescrizione.

Il silenzio del paese
Alla fine, nella drammatica storia di disagio e di ripetute violenze sessuali, solo il padre della giovane, G.G., pagherà per quanto accaduto nel silenzio di un paese alle porte della città, dove tanti sapevano e pochi hanno parlato: nei giorni scorsi l’uomo è stato raggiunto dal personale della Squadra Mobile che gli ha notificato un ordine di carcerazione per scontare una condanna a 8 anni di carcere. Dopo un rimpallo in Cassazione, che aveva annullato con rinvio a una nuova Corte d’Appello. La vittima ha subito ogni genere di umiliazione. L’imputato ha atteso quasi vent’anni per essere riconosciuto colpevole: si è fatta addirittura fatica a rintracciarlo per portarlo in carcere. Tutto è venuto alla luce il 5 giugno 1999: dopo pedinamenti e servizi di osservazione della polizia, era stata trovata in campagna in compagnia di un habitué, ex guardia giurata, in atteggiamenti inequivocabili. L’uomo era finito in manette.

L’aiuto della professoressa
A lui si era arrivati grazie a un’insegnante di sostegno che aveva raccontato al preside le confidenze della bimba. Venne fuori uno scorcio di vita familiare raccapricciante di cui, il processo ne dà atto, molti erano a conoscenza. Quando andava alle elementari, la bambina era stata costretta ad assistere ai rapporti sessuali di papà e mamma, per imparare. Aveva solo undici anni quando incontrò i primi clienti: abiti succinti, trucco, profumo, «conciata come una prostituta», secondo i testimoni. E poi botte e minacce se per caso diceva «no». Un’interminabile serie di abusi in luoghi appartati. Il pretesto con cui la convincevano a frequentare uomini più anziani di lei era quasi sempre uguale: «Così impari bene a leggere».

Sorgente: Venduta dal padre: giustizia dopo 18 anni – La Stampa

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Categoria: Abusi e Violenze
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