Rsa Casa di Marta, poco personale, carichi di lavoro eccessivi

31 Luglio 2017

PRATO. “Nessun controllo dell’Asl negli ultimi dodici mesi. Infermieri che si pagano da soli i corsi di abilitazione all’uso del defibrillatore ma il defibrillatore presente nella struttura non funziona. Carichi di lavoro eccessivi soprattutto per il personale oss dove si evidenzia un rapporto di uno ogni sette pazienti non autosufficienti e di uno ogni dieci per quelli autosufficienti; mentre il personale infermieristico sopperisce ai carichi di lavoro solo perché interamente composto da professionisti sotto i 35 anni e fortemente motivati”.

Tanta umanità e professionalità da parte del personale dipendente delle cinque cooperative che operano nella Rsa Casa di Marta a Viaccia, struttura nella quale gli esponenti di Scelta Civica Prato hanno compiuto un sopralluogo a sorpresa la sera di sabato 29 luglio. “A due anni dai fatti registrati nell’Rsa di Narnali dove furono accertati gravi casi di maltrattamenti agli anziani ospiti – spiegano gli esponenti poltici –  abbiamo voluto verificare di persona come è la situazione all’interno dell’Rsa Casa di Marta. Purtroppo il giudizio è positivo solo guardando ai grandi sacrifici che fa il personale che cerca così di sopperire alla mancanza di organici adeguati”.

“L’assenza di controlli da parte dell’Asl è gravissima visto che nel caso dell’Rsa di Narnali fu pacificamente ammesso da tutti che una maggior presenza dell’Azienda sanitaria, da cui la struttura di fatto dipendeva, avrebbe forse potuto evitare quello che è successo – continuano – Non solo. I carichi di lavoro eccessivi che spesso portano allo stress finendo per influire negativamente nel rapporto personale-pazienti era uno dei fattori da tenere sotto controllo e nella Casa di Marta sembra che questo non avvenga”.

Il sopralluogo nella residenza per anziani Casa di Marta che ospita attualmente una novantina di ospiti è nato anche dopo che la dottoressa Rosanna Sciumbata, consigliera comunale, portavoce delle istanze di Scelta civica, ha partecipato a un incontro fra i medici di famiglia, l’Asl e i responsabili delle cooperative che gestiscono le Rsa, con questi ultimi che chiedevano ai primi di avere un orario fisso durante il giorno per le visite ai loro pazienti. Una richiesta parsa sospetta a qualcuno che ha adombrato l’ipotesi che in queste Rsa ci fossero situazioni di criticità.

“In realtà ho verificato che la richiesta è abbastanza legittima ma, probabilmente, dettata proprio dal fatto che il personale è ridotto all’osso e quindi ogni distrazione, compresa quella di avere medici a tutte le ore presenti nella struttura crea un rallentamento e un aggravio del lavoro per gli infermieri” dice la consigliera  Sciumbata. L’esito del sopralluogo verrà presto portato in consiglio comunale dove la consigliera comunale d’accordo con il partito, chiederà alla cooperativa se il rapporto personale-ospiti è rispettoso delle normative regionalie nazionali; se al personale dipendente è stato fornito il supporto di cui si parlava all’indomani dei fatti accertati nell’Rsa di Narnali; ed infine se i controlli nella Casa di Marta vengono fatti e con quale frequenza non solo dalla Asl bensì anche dalla direzione della stessa struttura.

Sorgente: Rsa Casa di Marta, poco personale, carichi di lavoro eccessivi – Cronaca – il Tirreno

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