Indagini e ricerche

Quello delle persone con disabilità di origine straniera, migranti o figli di migranti, presenti nel nostro Paese è un fenomeno di cui conosciamo ancora poco. Il quadro dei riferimenti scientifici sul tema risulta complessivamente piuttosto carente, perché calibrato sull’una o sull’altra dimensione: la disabilità o la migrazione. Le statistiche nazionali oggi esistenti non restituiscono dati e informazioni capaci di cogliere la doppia condizione di persona straniera e con disabilità. Allo stato attuale disponiamo di ricerche e statistiche sulle persone con disabilità, da una parte, e sui migranti dall’altra, senza poter afferrare dimensioni e caratteristiche del fenomeno nella sua completezza e soprattutto senza poter conoscere le condizioni di vita delle persone che subiscono quotidianamente questo duplice rischio di discriminazione.

Nella letteratura scientifica, ma anche nella costruzione delle politiche e dei servizi (come vedremo in seguito), la disabilità e le differenze culturali si configurano come due mondi che sembrano non incontrarsi mai. L’ampia letteratura, le riflessioni teoriche e le ricerche empiriche compiute separatamente nei due ambiti si riducono sensibilmente quando i due temi si incrociano e richiedono un approccio interdisciplinare.

Il progetto di studio “Migranti con disabilità - conoscere il fenomeno per tutelare i diritti”, portato avanti dalla FISH nel corso del’ultimo anno, si presenta quindi come un progetto innovativo poiché mira a intrecciare due aree finora poco indagate nel loro intersecarsi: la disabilità e la migrazione. Due aree in cui i rischi di discriminazione ed esclusione sociale si sommano e si moltiplicano, accrescendo disuguaglianze e disparità di trattamento.

La consistenza del fenomeno migratorio e l’impatto sui sistemi educativi e sociosanitari dei Paesi di accoglienza pone, senza dubbio, nuove problematiche, di natura organizzativa, sociale e culturale. Problematiche che, verosimilmente, si acuiscono quando il migrante è anche una persona con disabilità, rendendo ancora più complesso il percorso di inclusione. Per affrontare i cambiamenti e predisporre politiche mirate e servizi inclusivi è necessario acquisire contezza della situazione concreta, individuare e colmare le lacune informative, acquisire nuovi elementi di conoscenza. Occorre cioè superare il piano emotivo con cui spesso si affrontano queste tematiche e adottare un approccio scientifico, basato sulla raccolta e l’analisi dei dati.

Il filone del progetto di studio che abbiamo denominato “statistico” si è quindi occupato, come prima cosa, di ricostruire una bibliografia sul tema e di aprire una sezione specificatamente dedicata alle persone con disabilità di origine straniera all’interno del sito Condicio.it, uno dei siti istituzionali della Federazione (in continuo aggiornamento) che ha l’obiettivo di raccogliere studi e ricerche disponibili sulle condizioni di vita delle persone con disabilità. Il materiale esistente è stato successivamente analizzato, al fine di delineare un quadro delle dimensioni e delle caratteristiche che il fenomeno ha assunto in Italia, di evidenziarne le specificità e gli aspetti critici, di mettere in luce gli elementi di facilitazione e gli ostacoli al processo di inclusione delle persone con disabilità di origine straniera.

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