Lo stigma contro le persone con disabilità

La copertina di Panorama: "Scrocconi"Uno dei primi atti del rinnovato Consiglio direttivo della FISH, riunitosi a Roma il 16 aprile, è la drammatica presa d’atto di una preoccupante escalation di fenomeni di stigma negativo nei confronti delle persone con disabilità. È un fenomeno che trova espressioni evidenti e palesi – si vedano le contestazioni al deputato Argentin nel corso di un dibattito parlamentare. Ma gode anche di eco mediatiche e roboanti – si veda la campagna contro i “falsi invalidi” che porta alle offensive generalizzazioni di Panorama secondo cui “invalido” è uguale a “scroccone”.

Al di là di queste più eclatanti evidenze, lo stigma, il pregiudizio, la violenza, la discriminazione sono rilevati quotidianamente da fatti di cronaca, da segnalazioni, da denunce penali, da interventi della pubblica sicurezza. Sono fenomeni del tutto simili, nei meccanismi e nelle forme, al razzismo ed alla xenofobia.

Si tratta di fatti circostanziati su cui non è più sufficiente esprimere riprovazione o condanna, ma è necessario un cambiamento culturale, di linguaggi e di attenzioni che necessita della convinta adesione di ognuno ed in particolare dei media e di tutti gli esponenti politici.

La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – ha dichiarato il presidente Pietro Barbieripone il contrasto allo stigma negativo e alla conseguente discriminazione come pregiudiziale e prioritario addirittura rispetto alle più generali e necessarie politiche di inclusione e sostegno”.

Saranno attuate nell’immediato una serie di azioni per evidenziare lo stigma: “Inizieremo con un appello formale alle più alte cariche dello Stato: il Presidente della Repubblica, del Senato, della Camera quali garanti dei principi costituzionali su cui si fondano gli incomprimibili diritti di ogni Cittadino”.

Seguiranno altrettanti appelli ai direttori delle principali testate giornalistiche e televisive: “I media svolgono una delicatissima funzione nei confronti del comune sentire che va oltre la mera informazione – prosegue Barbieri – Va riannodato un dialogo il cui affievolimento ha troppo spesso lasciato spazio a generalizzazioni, scandalismi, pregiudizi”.

Sarà un impegno tutt’altro che semplice e breve: si tratta di intervenire su atteggiamenti culturali difficili da modificare nell’immediato.