Manovra: i disabili non sono “parte sociale!”

Aula del SenatoCon la doverosa volontà di partecipare – anche formalmente – al dibattito sulla Manovra correttiva, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap ha ufficialmente richiesto un’audizione alla Commissione Bilancio del Senato che sta svolgendo la prima analisi del relativo Decreto legge n. 78 approvato dal Consiglio dei Ministri.

La FISH intendeva sottoporre alla Commissione ulteriori elementi di valutazione rispetto all’articolo 10, quello che prevede l’innalzamento della percentuale di invalidità (da 74 a 85%) ai fini della concessione dell’assegno mensile agli invalidi civili parziali  (256,67 euro mensili).

Si sarebbero evidenziati i dati reali di “risparmio” a fronte di una misura iniqua, penalizzante  e discriminatoria che nulla a che vedere né con il contrasto all’enfatizzato fenomeno dei “falsi invalidi”, né con un significativo contenimento della spesa.

In una Manovra da 24 miliardi di euro, questo “taglio” dovrebbe produrre un risparmio – ridicolo per l’erario, drammatico per gli interessati –  di 10 milioni di euro nel 2011 e di 30 milioni nell’anno successivo. Sono dati che FISH aveva già previsto e che ora emergono – nero su bianco – nella stessa Relazione tecnica alla Manovra.

La Commissione Bilancio del Senato, senza produrre alcuna motivazione, ha rifiutato l’audizione. “Delle due l’una: – commenta Pietro Barbieri, presidente FISH – o le persone con disabilità e i loro familiari non hanno dignità di “parte sociale”, oppure la Commissione temeva che si dovesse mettere a verbale l’evidenza di un paradosso che ha rappresentato il tormentone mediatico delle ultime settimane. La FISH, audizione o no, prosegue con le sue azioni di mobilitazione.”

Scarica il comunicato stampa FISH (pdf)